Le nostre recensioni

Tutte le nostre recensioni

Fabio Concato – Guido Piano

Un artista raffinato ma sorprendentemente autoironico, una voce potente e precisa…

Niccolò Agliardi – Mi manca da vicino

Sembra di poter toccare l’atmosfera di quella stanza, quell’aria del mattino cotta dai respiri, il viso stropicciato, quello strano meccanismo

Daniele Groff – Sei un miracolo

La forza espressiva di Daniele Groff è la sua semplicità, l’assenza di forzature, sia nella musica che nei testi, la capacità di scivolare nelle pieghe della vita quotidiana

Ornella Vanoni – Uomini

una poesia malinconica ed appassionata, una dichiarazione d’amore totale ed inconsueta.

Tricarico – Vita Tranquilla

stralunato, frastornato, con una vena di poesia e di verità che è ancora un piacere ascoltare.

Alberto Fortis – Il duomo di notte

Il duomo di notte è un pezzo immortale, intimo e lacerante, difficilmente collocabile in un genere

Gianluca Grignani – L’allucinazione

un brano nervoso ed inquieto, molto equilibrato fra composizione armonica e crudezza della voce in crescendo

Don Backy – Sognando

Difficile ascoltare questo brano, seguirne il testo e non lasciarsi pervadere dall’inquietudine, non sentire il ciglio del letto, gli artigli neri della notte…

Arisa – La notte

Questo dolore diffuso e persistente, che prosegue nella sua corsa  e si prende quello che resta, questa sensazione di sconfitta condivisa e inevitabile

Francesco Baccini – ti amo e non lo sai

Fine anni 80, il primo album di Francesco Baccini regalava questa chicca… ironia, disincanto e tenerezza, cosa chiedere di più?!

Steve Rogers Band – Alzati la gonna

Sicuramente poco politically correct, ma tant’è! Sfido chiunque sia stato adolescente negli anni ottanta a dirmi che non si ricorda il ritornello

Luca Carboni – Ci stiamo sbagliando

Beh, il mio primo grande amore -musicale, s’intende:-) Poster enorme sulla testata del letto della mia cameretta, il mio primo concerto, sotto il cielo stellato di luglio 1988

Mina – L’importante è finire

La forza espressiva di “l’importante è finire” è nell’atmosfera umida di quella stanza, nei respiri caldi e violenti, nel chiaroscuro alternarsi di emozioni

Le luci della centrale elettrica – Piromani

Suoni ruvidi e testi visionari, che caratterizzano tutto l’album, ma che trovano un perfetto equilibrio (o disequilibrio, o squilibrio!)

Nikki – L’ultimo bicchiere

Storica canzone di inizio anni 90, di tutta evidenza 883 style. Se non fosse per la voce meno squillante di Nikki sarebbe difficile non associarla a Max Pezzali!

Steve Rogers Band – Bambolina

Come dimenticare questa ballata romantica e ruvida? Sembra di vederla questa ragazzina terribile, questa piccola Lolita che stuzzica e provoca e gioca a fare la grande.

Umberto Tozzi – Dimentica Dimentica

Credo di aver consumato tutta la mia dose di romanticismo in quelle ore, intorno ai tredici o quattordici anni, seduta sulla sabbia di fronte alle onde, quando finalmente la spiaggia si svuotava, immersa nell’ascolto.

Marlene Kuntz – Nuotando nell’aria

un testo meraviglioso, cupo, struggente, per una pezzo profondamente rock, dal finale irresistibile.

Riccardo Fogli – Una donna così

la lucidità che accompagna l’abbandono di un amore clandestino, la consapevolezza di perdersi, l’illusione di farlo in maniera responsabile.