Tutte le nostre recensioni
Equ – l’idea
giusta dose di freschezza e di divertimento, condita da accento romagnolo che non guasta mai
Antonello Venditti – Giulia
l’intensità di questo brano, la rabbia e la frustrazione che racconta, quella voce che supplica e che commuove possono bastare
Massimo Volume – Fuoco Fatuo
Due minuti e mezzo di follia. Di angoscia. E di puro piacere.
Alberto Fortis – Il duomo di notte
Il duomo di notte è un pezzo immortale, intimo e lacerante, difficilmente collocabile in un genere
Scialpi- Rocking Rolling
In questi giorni di pandemia poi assume un significato ancora più cupo rispetto a quegli anni, sentire ‘Svegliati città da una notte tragica, quante stelle vuoi per rialzarti su’
Marlene Kuntz – Nuotando nell’aria
un testo meraviglioso, cupo, struggente, per una pezzo profondamente rock, dal finale irresistibile.
Carmen Consoli – Quello che sento
Dolcezza e determinazione – i tratti distintivi di questa splendida cantautrice- già si trovano mescolati in questo pezzo acerbo e intensissimo
Arisa – La notte
Questo dolore diffuso e persistente, che prosegue nella sua corsa e si prende quello che resta, questa sensazione di sconfitta condivisa e inevitabile
Vasco Rossi – Brava
Riconoscibile fin dall’attacco, le bacchette che danno il tempo, il testo è formidabile, diretto, incisivo, la voce del Blasco con i suoi colori veraci
Mina – L’importante è finire
La forza espressiva di “l’importante è finire” è nell’atmosfera umida di quella stanza, nei respiri caldi e violenti, nel chiaroscuro alternarsi di emozioni
Irene Grandi – Sconvolto così
scelgo questo brano per l’energia e la rabbia che trasmette, per la precisione con cui racconta la tensione che si può creare fra due corpi che si inseguono e non si prendono. Mai.
Umberto Tozzi – Dimentica Dimentica
Credo di aver consumato tutta la mia dose di romanticismo in quelle ore, intorno ai tredici o quattordici anni, seduta sulla sabbia di fronte alle onde, quando finalmente la spiaggia si svuotava, immersa nell’ascolto.
Fabrizio Moro – Pensa
Un testo diretto, profondamente umano, una denuncia sociale che senza enfasi si rivolge all’individuo, ricordando che ciascuno di noi può scegliere, sempre.
Frankie HI-NRG MC – Quelli che benpensano
Spettacolare brano del 1997, che non dimostra per nulla gli anni che ha, non solo per un testo ancora attualissimo, ma soprattutto per la freschezza del ritmo, la capacità di fondere rabbia, consapevolezza, ironia e frustrazione.
Stadio – Swatch
Puro stile gucciniano per questo brano poco conosciuto degli Stadio, tratto da uno dei loro migliori album
Vasco Rossi – Jenny è pazza
Difficile catalogare questa canzone, che si incunea nelle tracce del progressive rock (la parte finale è portentosa), pur restando una ballata struggente e disperata
Tricarico – Vita Tranquilla
stralunato, frastornato, con una vena di poesia e di verità che è ancora un piacere ascoltare.
Malika Ayane – Come foglie
Un testo ricco di poesia e dolcezza, fra i più ispirati del grandissimo frontman dei Negramaro, interpretata con intensità ed eleganza, essenzialità e inquietudine
Francesco Guccini – Ti ricordi quei giorni
Una canzone per cultori, in qualche modo, densa e nostalgica, l’eterno senso gucciniano del tempo che scorre e lascia atmosfere, senza rimpianti e senza cesure.